
La prima cosa che mi viene da dire su Cipro è che Cipro è piena di dossi. Dossi stradali, dico: sparsi ovunque, in ogni strada, in punti dove non hanno nessun senso e mai segnalati o forse segnalati in greco o in turco a seconda della parte di Cipro in cui siete, ma in realtà, a me, non sembra di aver visto proprio nessun segnale che facesse riferimento ai dossi in nessuna lingua. Comunque i dossi sono una delle cose che uniscono Cipro Sud e Cipro Nord e rendono chiaro che in effetti sempre della stessa isola si tratta.
Questa cosa delle due Cipro, prima di decidere di prenotare un volo per Cipro, io non la sapevo, ma d’altronde ci sono un sacco di cose di storia e di geografia che non so e che mi stupisco quando le scopro. Per fare un esempio l’altro giorno ho scoperto che Rovereto sta in Trentino mentre io l’avrei collocato nelle Marche.
Siccome magari pure fra chi legge c’è qualcuno come me che è un cane in storia e geografia la cosa importante da sapere per capire questo breve racconto è che in pratica nel 1974 la Turchia ha invaso la parte nord di Cipro e da quel momento esiste la Repubblica Turca di Cipro del Nord, uno stato autoproclamato riconosciuto da nessuno esclusa la Turchia.
Cipro Sud e Cipro Nord sono davvero due posti diversi: si parlano due lingue diverse, ci sono soldi diversi e religioni diverse. Il mangiare invece non è poi così diverso perché in tutta l’isola hanno questa passione per salse e salsine e insomma: non cambia poi tanto.
Oltre alle salsine i due stati, quello riconosciuto e quello non riconosciuto, condividono almeno altre due cose: la prima è la capitale, Nicosia, che in turco si chiama Lefkoşa ed è divisa a metà da un muro. Di questo fatto di vivere in una città divisa i nicosiani sembrano andare piuttosto fieri, perché in giro per la città è pieno di cartelli destinati ai turisti che dicono cose tipo “Nicosia, l’unica città al mondo ancora divisa in due”, ma poi invece a parlare con chi davvero vive a Nicosia questo muro sembra ovviamente assurdo pure a loro, e quello che viene fuori è solo che ci si sono abituati come in fondo si finisce per abituarsi davvero a tutto. Comunque Nicosia è una bella città piena di negozi di tessuti. Credo si viva abbastanza bene a Nicosia.
Siamo arrivati nella capitale cipriota venendo da Paphos, che in realtà in italiano si chiama Pafo che però sembra il nome di un cane quindi continuerò a usare la traslitterazione del nome greco perché sembra una roba più autentica. Siamo stati a Paphos due giorni. Nel sito archeologico di Nea Paphos, che è posto immenso e un po’ abbandonato a sé stesso dove non troverete mai dell’ombra e si raggiungono temperature da forno crematorio, ci sono dentro dei mosaici romani incredibili, i più belli che io abbia mai visto, dei mosaici che mi piacerebbe avere a casa mia come pavimento e invece a casa mia come pavimento ci sono dei mattoni bianchi vagamente marmorizzati orrendi che vorrei picchiare la mia padrona di casa per averli scelti. Oltre ai mosaici a Nea Paphos abbiamo visto uno stellione, che è un rettile che vive in sostanza negli stessi posti in cui tradizionalmente si mangia l’hummus e che fa abbastanza ridere perché è una lucertola sovradimensionata e corre molto veloce.
Per il resto quello che posso dire di Paphos è anche la seconda cosa che unisce Cipro Sud e Cipro Nord, ovvero che a Cipro hanno questa smania di costruire palazzi e edifici moderni ovunque nel senso che sembra un po’ che il fine ultimo dei ciprioti sia cementificare l’intera costa. Cipro è tutta in costruzione, imprese edilizie costruiscono villette mono o bifamiliari ovunque si intraveda un angolo di mare, cubi bianchi dappertutto decine alla volta, e non so quante di queste villette verranno poi comprate da qualcuno, a me sono sembrate quasi tutte vuote, una speculazione edilizia di proporzioni importanti.
Per andare da una parte all’altra di Cipro abbiamo anche noleggiato una macchina. Mi ero fatta molti problemi perché non ho una carta di credito e sono abituata a questa cosa che per noleggiare una macchina ci vuole una carta di credito, ma al signor Demetrios, il proprietario del noleggio, non importava proprio niente della carta di credito e accettava qualsiasi cosa: soldi contanti, carte di qualsiasi genere, probabilmente anche monete d’oro o droghe. Salita in macchina dopo circa 150 metri sono salita sul bordo di un marciapiede perché davvero, guidare a sinistra non ha senso, è tutto al contrario, però la macchina non si è fatta niente e quello è stato alla fine l’unico incidente che abbiamo avuto dovuto alla guida all’inglese sul lato sbagliato della strada: penso di potermi ritenere soddisfatta.
Altri posti belli che abbiamo visto:
- Monastero di Kykkos. Per arrivarci dovrete infliggervi un paio d’ore di stradine troppo strette e piene di curve in salita e in discesa, nausea assicurata ma ne vale la pena.
- Abbazia di Bellapais. Monastero medievale a Bellapais, paesino molto carino a dieci minuti da Kyrenia. Il biglietto d’ingresso costa niente.
Informazioni varie che mi vengono in mente e che possono tornare utili:
- nessuno vi chiederà il passaporto per passare da una Cipro all’altra: basta la carta d’identità;
- noleggiare un’auto costa pochissimo;
- si può attraversare la frontiera con la macchina a noleggio: chiaramente nessun noleggio vi consiglierà di farlo. Le assicurazioni non coprono eventuali incidenti avvenuti a Cipro Nord. Appena passato il confine con un’auto, comunque, è obbligatorio stipulare un’assicurazione supplementare che copre le giornate che si passano nella parte Nord. Abbiamo pagato 25€ per tre giorni;
- come ho già detto, la Repubblica Turca di Cipro del Nord non è riconosciuta da niente o nessuno che non sia la Turchia, e tra le conseguenze di questo fatto c’è che mentre Cipro è parte dell’Unione Europea Cipro Nord non è parte di niente e quindi gli accordi dell’Unione Europea non sono validi. Compresi quelli sul roaming: passata la frontiera connettersi a internet, chiamare, mandare messaggi costa tantissimo. Il mio consiglio spassionato è quello di scaricare tutto lo scaricabile prima di passare la frontiera e poi staccarsi da qualsiasi rete mobile finché non si sta sotto wi-fi;
- nella Repubblica Turca di Cipro del Nord la moneta corrente è la lira turca, una valuta che ha subito un’inflazione devastante negli ultimi anni e che vale pochissimo. A Lefkoşa chiunque accetterà anche gli euro ma vi farà pagare il triplo di quello che paghereste in lire turche;
- Cipro è entrata di recente a far parte dello Spazio Schengen ma per il momento è ancora come se non ne facesse parte, che vuol dire che appena atterrati dovrete fare il controllo dei documenti e se per caso avete ancora come me la carta d’identità di carta l’addetto del controllo documenti sarà molto scocciato di doversi mettere a copiare tutti i vostri dati. Stessa cosa vale per il ritorno, quindi arrivare all’aeroporto all’ultimo momento come abbiamo fatto noi è una pessima idea;
- Cipro è piena di gatti. Decine di gatti vi verranno intorno ogni volta che mangiate qualcosa. A me i gatti piacciono ma se li odiate non andate a Cipro.
Un ristorante a Cipro Nord: Kaplıca Palmiye Restaurant.
Un ristorante a Cipro Sud: Koutourou Ouzeri.
La foto è di Simone Raeli.
