
Se qualcuno mi chiede le mie cose preferite io in genere faccio dei giri di parole per poi arrivare a una non risposta generica che consenta di allontanarsi il più possibile dalla domanda. Se mi si chiedesse, ad esempio, quale sia il mio libro preferito io così su due piedi non saprei rispondere, anche se credo potrei, faticando tantissimo, comporre un elenco di libri che mi sono piaciuti molto, o che hanno significato qualcosa per me, o che ho letto nel momento giusto della vita, potrei arrivare a buttar giù questa lista da cui poi toglierei tutto ciò di cui per qualche motivo mi vergogno e aggiungerei quello che invece credo la persona che mi ha fatto questa tremenda domanda si aspetterebbe da me e insomma arriverei a un artefatto insieme di titoli nella speranza di esaurire l’argomento e piuttosto passare a parlare del tempo atmosferico. La stessa identica cosa succederebbe se questo ipotetico qualcuno mi chiedesse la mia canzone preferita, o il mio film preferito, o il mio cibo preferito, o il mio colore, capo d’abbigliamento, segno zodiacale preferito.
Se però invece questo qualcuno, che credo a questo punto si possa immaginare sia una di quelle persone tremende che a volte il mondo ti mette di fronte mentre sei incastrato in una situazione sociale in cui bisogna parlare per forza anche se non c’è niente da dire perché a stare in silenzio sarebbe peggio (una festa in cui conosci poche persone, forse), se questo qualcuno cambiasse in fondo di poco la sua domanda e mi chiedesse quale sia il viaggio più inutile che ho fatto avrei la risposta pronta e senza dubbio alcuno risponderei: Bratislava.
Di Bratislava l’unica cosa che mi è piaciuta è vedere il Danubio, stavo su una sponda e guardavo la riva opposta e mi sembrava assurdo che questo fiume fosse così largo, guardavo davanti e dicevo Ma quanti metri sono ad arrivare dall’altra parte, e non sapevo rispondere, e non ho cercato su Google perché in effetti non mi serviva a niente sapere un numero esatto, però era largo, larghissimo, tantissima acqua che scendeva, e vedere tutta quest’acqua scorrere davanti a me che posso dire, mi è piaciuto, è come quando uno sta davanti al mare e dice Che bello il mare anche se a portare la cosa ai minimi termini è solo tanta acqua salata, e in questo caso era acqua dolce ma era bello lo stesso, non so cosa ci sia di bello in queste enormi quantità di acqua. Insomma vedere il Danubio è stato bello, ma il Danubio non è mica un’esclusiva di Bratislava, ci sono altre città attraversate dal Danubio, c’è Budapest, Vienna, Belgrado, Ratisbona, un sacco di alternative per vedere il Danubio.
A parte il Danubio, se uno cerca su internet cosa vedere a Bratislava salta fuori che per forza devi andare a vedere la Chiesa Blu, che è una chiesa della prima metà del Novecento, un po’ art nouveau, forse, e sembra una di quelle torte coperte di pasta di zucchero che andavano tanto di moda una decina di anni fa quando era esploso Real Time e c’era Buddy il boss delle torte che la gente andava da lui e gli diceva Buddy vorrei una bella torta a forma di lavatrice, e lui gliela faceva, una bella torta a forma di lavatrice coperta di uno strato di pasta liscissimo, una torta che se immagino di mangiarla mi immagino che sia come mordere un panetto di burro, una sensazione non piacevole, e la Chiesa Blu, che poi non è blu, è celeste, me la ricordo così, un’enorme torta a forma di chiesa costruita da Buddy Valastro, in pratica una pacchianata.
E visto che parliamo di torte parliamo anche del cibo anche se in realtà non c’è molto da dire, è stato un disastro, un disastro totale, con l’unica eccezione di una zuppa d’aglio che ho mangiato una sera in un pub, era molto buona, neppure mi ricordo cosa ci fosse dentro, aglio e formaggio credo, comunque buona anche se essendo composta per una percentuale importante di aglio ha quel problema che poi si ripresenta per almeno due giorni, ma vabbè, questo non dipende da Bratislava.
C’è anche un castello, a Bratislava, che è poi una ricostruzione del 1953 perché quello vero ha preso fuoco, e neppure il castello mi è sembrato troppo degno di nota, neppure i giardini del castello, neppure la strada per arrivare al castello, insomma, un fallimento Bratislava, e mi dispiace dirlo, mi dispiace per Bratislava, sono sicura ci siano anche delle cose belle che io non ho visto e che se volete potete suggerirmi anche se saranno suggerimenti un po’ fini a sé stessi perché non ho nessuna intenzione di tornarci, a Bratislava.
La foto è una foto brutta del Danubio.
